Marie Antoinette
Dopo gli eccessi del secolo precedente, l'arte ripropose la bellezza classica appartenuta all'antica Grecia e al Rinascimento. Ci fu una progressiva trasformazione dell'immagine artistica femminile: la donna si rivestì e assunse un ruolo ben preciso, diventò massaia, educatrice, amministratrice. Persino la dama non era più solo una dama, ma poco a poco si trasformava in un'accorta padrona di casa, con le labbra strette e il volto privo di tratti passionali. Si trattava di una bellezza pratica, senza troppi orpelli: l'eleganza semplice e scarna degli abiti maschili rimandava alla necessità di non avere oggetti inutili che si sarebbero rivelati d'intralcio di fronte a un lavoro da svolgere. Contemporaneamente però, gli artisti celebravano anche una bellezza sensuale libera dai drammi del secolo e priva di significati reconditi, lieta, semplicemente, di esistere, di mostrarsi.
La razionalità e la passione, apparentemente incompatibili, si fondevano nella bellezza neoclassica settecentesca, che aveva ereditato dal periodo Barocco alcune caratteristiche che le permettevano di essere più curata e sofisticata rispetto al concetto sviluppato nel mondo classico.






















