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venerdì 20 dicembre 2013

Il Neoclassicismo e il ritorno alla razionalità

Marie Antoinette

Dopo gli eccessi del secolo precedente, l'arte ripropose la bellezza classica appartenuta all'antica Grecia e al Rinascimento. Ci fu una progressiva trasformazione dell'immagine artistica femminile: la donna si rivestì e assunse un ruolo ben preciso, diventò massaia, educatrice, amministratrice. Persino la dama non era più solo una dama, ma poco a poco si trasformava in un'accorta padrona di casa, con le labbra strette e il volto privo di tratti passionali. Si trattava di una bellezza pratica, senza troppi orpelli: l'eleganza semplice e scarna degli abiti maschili rimandava alla necessità di non avere oggetti inutili che si sarebbero rivelati d'intralcio di fronte a un lavoro da svolgere. Contemporaneamente però, gli artisti celebravano anche una bellezza sensuale libera dai drammi del secolo e priva di significati reconditi, lieta, semplicemente, di esistere, di mostrarsi.
La razionalità e la passione, apparentemente incompatibili, si fondevano nella bellezza neoclassica settecentesca, che aveva ereditato dal periodo Barocco alcune caratteristiche che le permettevano di essere più curata e sofisticata rispetto al concetto sviluppato nel mondo classico.

venerdì 6 dicembre 2013

Barocco e Rococò - Cosmetica&Cultura


Il Rinascimento giunse a un alto grado di perfezione e identificò la bellezza con la proporzione delle parti. Nello stesso tempo, però si svilupparono forze che spingevano verso un bello inquieto e sorprendente. Le correnti artistiche e letterarie mettevano in evidenza il carattere fluido di un processo culturale che attraversava anche la società e si cristallizzava in figure determinate e definite. Il secolo Barocco esprimeva una bellezza al di là del bene e del male, Shakespeare mise in bocca a Giulietta parole che ci fanno intuire tale sovrapposizione:
O cuor di serpe nascosto da un volto bello come un fiore! C'è mai stato un drago che abitasse una così bella caverna? O leggiadro tiranno! Angelico demonio! Corvo con le piume della colomba! Agnello vorace quanto un lupo! Abietta sostanza pur in un'immagine divina! Appien contrario di quel che sembri: santo dannato alle pene eterne e furfante illustre! O natura, che hai tu da fare nell'inferno, se accogli lo spirito d'un demonio dal contenuto così miserabile e impuro menasse vanto d'una legatura tanto preziosa? 
La bellezza bifacciale è il simbolo del mutamento dei costumi tra il Cinquecento e il Seicento. Le scoperte scientifiche, le crisi politiche, le rivoluzioni economiche ed il ritorno delle pestilenze portarono lentamente l'uomo alla consapevolezza di non essere al centro dell'universo. Paradossalmente, l'enorme progresso del sapere generò la crisi del sapere stesso. L'emblema dell'epoca divenne la melanconia, come destino dell'uomo di studi. Questa drammatizzazione della vita era strettamente connessa alla ricerca di nuove espressioni di bellezza: lo stupefacente, il sorprendente, l'apparentemente sproporzionato. 

venerdì 15 novembre 2013

Il Rinascimento: la ricerca della perfezione - Cosmetica&Cultura



Dopo il Medioevo, dominato dalla presenza incombente di un Dio severo, l'uomo si riappropriò del centro dell'universo. Egli divenne misura di tutte le cose e tutti i suoi aspetti, sia fisici sia intellettuali, vennero rivalutati. La ninfa medievale scese dal limbo dei sensi in cui era reclusa e si riappropriò della fisicità: rivendicava le forme arrotondate e morbide e riscopriva un po' alla volta il gusto di adornarsi. I sangue riprese a fluire sotto la pelle risvegliando la carne e donando all'incarnato colori sensuali e caldi.

venerdì 8 novembre 2013

Parliamo di seduzione... (per NeXtraSense)

Non è il viso che colpisce, ma le espressioni
Non è il corpo che ci piace, ma il modo in cui si muove
Non è spesso l'aspetto fisico che ci attrae
Ma sono i modi di fare di una persona.

-          Marilyn Monroe


Buongiorno ragazze e ragazzi,
ieri sono stata contattata dal team di NeXtraSense, un gruppo di psicologi, dermatologi e altri specialisti che lavorano nell'ambiente della salute e del benessere della vita di coppia, e nella capacità di vivere appieno il proprio stato di single con serenità.
Mi hanno chiesto di recensire il loro nuovo sito (www.nextrasense.it) e questa è la mia opinione.

mercoledì 6 novembre 2013

Breve storia del KAJAL

Ragazze/i,
sicuramente sapete di cosa sto parlando e tutti (o quasi) avranno già avuto modo di provarlo. Negli ultimi anni è esplosa una vera e propria moda del kajal (o kohl) e tutte le case cosmetiche hanno prodotto la propria versione. 






martedì 8 ottobre 2013

Luci e ombre del medioevo - Cosmetica&Cultura


Nel corso del medioevo si passò ad una visione nettamente diversa rispetto a quella che aveva dominato in epoca romana: il medioevo cristiano professava la mortificazione dei sensi e il rifiuto di ogni piacere.

Già Tertulliano, nel III secolo, scriveva:
Peccano contro di Lui le donne che si opprimono la pelle di unguenti, si tingono le guance di rosso e gli occhi di nero. Ciò che è dato per natura, viene da Dio, ma quello che è artificio, è opera del diavolo.
Ogni intervento cosmetico costituiva un duplice peccato: di lussuria e di orgoglio. Era inoltre un atto di superbia contro l'opera di Dio, che aveva creato l'uomo a sua immagine e somiglianza.

mercoledì 25 settembre 2013

L'ideale greco-romano - 2 parte - Cosmetica&Cultura


Dopo la conquista della Grecia anche i Romani impararono a curare il loro aspetto fisico ed assunsero, tra l'altro, i canoni estetici e le relative usanze del popolo vinto.
In un primo momento Roma emanò appositi editti contro la vendita degli unguenti: oggetti come pomate, profumi e belletti non potevano che apparire come emblemi della futilità e depravazione della mentalità e di un costume che ne aveva fatto articoli di lusso. Per la concreta e utilitaristica mentalità romana, questa merce che non si conservava e non si tesaurizzava ma svaniva nell'aria era l'emblema stesso della vanità, della perversione mentale che spingeva ad assegnare tanto pregio a tale mania nel vano. Non solo, risultava anche un simbolo di innaturalezza e di inganno:
Mettersi il rosso o truccarsi è colpa più lieve, lo ammetto, che dire ciò che non si pensa; ed è qualcosa di meno innocente del travestimento e della mascherata, in cui non ci si vuole affatto spacciare per quel che si sembra essere, ma si desidera solo nascondersi e farsi ignorare: è un cercare di ingannare gli occhi e un voler parere, nell'aspetto, ciò che non si è; una specie di bugia.


venerdì 13 settembre 2013

L'ideale greco-romano - 1 parte - Cosmetica&Cultura

Afrodite al bagno accovacciata

Di fronte all'Egitto risplendente di ori, avvolto da profumi esotici, la sobria sensibilità greco-romana rischia di apparire scialba, eppure nessuna civiltà ha sviluppato, né prima né poi, un ideale di bellezza tanto elevato. Per gli antichi greci la bellezza non risiedeva nei dettagli ma nell'armonia delle parti con il tutto. L'oggetto bello era un oggetto che, in virtù della sua forma, appagava i sensi. Ma non erano solo gli aspetti percepibili con i sensi ad esprimere la bellezza in senso classico: nel caso del corpo umano, infatti, assumevano un ruolo rilevante anche le qualità dell'anima e del carattere, percepite dall'occhio della mente, piuttosto che da quello del corpo. Per questo si esaltava non l'artificio ma la semplice verità, non ci si ricopriva di ricchi paramenti, ma si mostrava il corpo umano tale e quale.

mercoledì 11 settembre 2013

La cosmesi nacque in Egitto - 2 parte - Cosmetica&Cultura



Per ringiovanire la pelle si usava stendere sul corpo una miscela di creme a base di natron, miele e sale marino; mentre chi aveva la pelle troppo scura utilizzava polvere di alabastro e carbonato di soda impastati con miele. Le rughe venivano combattute con una crema a base di cera d'api, incenso e olio d'oliva miscelati con latte fresco. Generalmente l'uomo comune non si lasciava crescere la barba, se non in segno di lutto, ma i sovrani portavano una finta barba cerimoniale allacciata dietro le orecchie. I baffi erano rari. In un paese così caldo erano incredibilmente importanti anche i deodoranti, ottenuti con scorza di carrube macinata o in forma di palline di farina d'avena profumata d'incenso, da mettere nel cavo del braccio. Sulla sommità del capo veniva posto un cono di profumo, che sciogliendosi per il caldo, diffondeva la sua fragranza. Il cono non era considerato solo un cosmetico, ma anche un simbolo di rinascita, rafforzato dalla forte carica erotica rappresentata dai profumi, considerati un fluido degli dei. Le essenze venivano utilizzate da tutti i ceti sociali, mentre quelle più raffinate e costose erano alla portata delle sole classi agiate. Il profumo più famoso era il kuphy o kyphi, ottenuto dalla miscela di diverse sostanze, tra cui miele, vino, uva passa, resina, mirra, legno di rosa, lentisco, bitume, giunco odoroso, erba pazienza, ginepro, cardamomo e calamo aromatico. Questa essenza, destinata ai faraoni e agli dei, secondo Plutarco, ha il potere di:
favorire il sonno, aiutare a fare dei bei sogni, rilassare, spazzare via le preoccupazioni quotidiane, dare un senso di pace.
Produzione del profumo

lunedì 9 settembre 2013

La cosmesi nacque in Egitto - 1 parte - Cosmetica&Cultura



I reperti archeologici più antichi che testimoniano l'utilizzo di prodotti cosmetici sono stati ritrovati in Egitto e risalgono al 4000 a.C. I cosmetici nell'antico Egitto avevano una forte valenza religiosa non solo perché erano impiegati nelle cerimonie di purificazione e nella mummificazione, ma anche perché servivano a ridare la vista al dio Horus. Si narra che nella lotta con Seth, dio delle forze del male, Horus, figlio di Iside e Osiride, perse un occhio. Gli occhi di Horus rappresentano il ciclo vitale del Sole e della Luna, della notte e del giorno, della luce e delle tenebre. Per ridare a Horus l'occhio perduto e ritrovare l'equilibrio universale, venne utilizzata la stibnite della anche kajal o kohl. L'occhio nero con un lungo prolungamento a forma di goccia che si trova raffigurato in numerosi sarcofagi è, infatti, l'occhio di Horus, simbolo di integrità, salute e salvezza. Nel mito di Horus ricorrono anche altre sostanze oltre al kohl: unguenti, oli e cosmetici venivano portati dal sacerdote al cospetto del dio per restituirgli forza e vigore.
Gli Egizi possono essere considerati gli inventori della cosmesi, dal momento che per loro non aveva solo uno scopo rituale, ma era anche una pratica abituale, che seguiva ricette e regole ben precise. Un'arte che accosta alla tradizionale valenza magico-religiosa, quella seduttiva, ma soprattutto curativa: uomini e donne di ogni ceto sociale erano molto rigorosi nelle norme igieniche, amanti di parrucche e cosmetici, che venivano utilizzati anche per prevenire scottature, attacchi parassitari o congiuntiviti.


giovedì 5 settembre 2013

La storia dei cosmetici #3 Cosmetica&Cultura

Care lettrici (e lettori),
riprendiamo il discorso sulla storia dei cosmetici con un altro paragrafo:


I cosmetici nella storia


Così come il concetto di bellezza è mutato nei secoli, anche l'uso che viene fatto dei cosmetici differisce da epoca ad epoca, adattandosi alle esigenze e alle tendenze. Ripercorreremo ora la storia di questi prodotti e vedremo come il loro utilizzo sia determinato dal cambiamento della rappresentazione mentale della bellezza, dalla quale, del resto, deriva la moda.

Le origini della cosmesi sono riconducibili alla Preistoria, infatti sono conosciuti disegni rupestri rappresentanti figure umane con il viso o il corpo dipinti; ci sono studi che dimostrano come l'arte del tatuaggio sia usata fin dagli albori dell'umanità. Possiamo presumere che i nostri antenati, almeno in alcune occasioni, decorassero il proprio corpo con scopi rituali più che per fini puramente estetici: è infatti possibile che gli uomini ritratti nei dipinti stessero partecipando a rituali religiosi. Gli archeologi hanno documentato alcune delle sostanze utilizzate, tutte facilmente reperibili: rocce calcaree per il bianco, carbone per il nero e vari tipi di ocra per le gradazioni del rosso e del giallo. È anche probabile che venissero utilizzate sostanze profumate, che avevano il compito di manifestare la presenza, altrimenti intangibile, della divinità. L'arte di rassomigliare alla preda sia nelle fattezze che nell'odore, è ampiamente documentata dalle pitture sulle rocce, che attestano la presenza di tale pratica oltre 100.000 anni fa, in appositi santuari dove si celebravano riti propiziatori per la caccia truccandosi da cervi o da bisonti.

Esempio di colori (carbone/nero e rosso ocra)

martedì 3 settembre 2013

La storia dei cosmetici #2 Cosmetica&Cultura

Continuiamo il discorso iniziato ieri nella nuova rubrica "La storia dei cosmetici".

Si parlava dei valori permanenti e fluttuanti della bellezza: ecco uno schema dei valori universali e permanenti e l'importanza dell'azione cosmetica per raggiungere l'ideale di bellezza. 

lunedì 2 settembre 2013

La storia dei cosmetici #1 Cosmetica&Cultura

L'argomento più votato nel sondaggio sulla nuova rubrica è stato quello sulla storia dei cosmetici, naturalmente legata a quella della moda e della bellezza in genere.

Buona lettura! :)




Usi e costumi dei cosmetici

La nostra società, che rimuove e sterilizza la morte nell'ambiente asettico degli ospedali e seppellisce lo spettro della vecchiaia nelle case di riposo, ha un disperato bisogno di cosmetici. Inoltre la vita media si allunga e con essa il periodo in cui la giovinezza ha bisogno di essere ricostruita e, nei casi in cui il trucco non basti più, c'è il sempre il bisturi del chirurgo estetico. in alcuni casi i bisogno di avere un aspetto perfetto diventa un'ossessione che si concretizza in interventi ripetuti per piegare, riplasmare e modellare il corpo fino alla radice, fino a che non incarni perfettamente l'ideale di bellezza astratto, come accaduto a Cindy Jackson, la donna-Barbie.


Ma che cos'è la bellezza? Cosa è bello e cosa non lo è?

lunedì 29 luglio 2013

Trucco "Cleopatra"

Bonjour mademoiselles!

Oggi tutorial di un trucco molto semplice ma molto d'effetto con un po' d'abbronzatura!


sabato 29 giugno 2013

L'arte faticosa del maquillage nell'antica Roma

Bonjour à tout le monde!
Oggi vi posto un articolo che ho trovato sul giornale "Storica" di giugno (n.52), molto interessante sia dal punto di vista storico-culturale che cosmetico!