martedì 8 ottobre 2013

Luci e ombre del medioevo - Cosmetica&Cultura


Nel corso del medioevo si passò ad una visione nettamente diversa rispetto a quella che aveva dominato in epoca romana: il medioevo cristiano professava la mortificazione dei sensi e il rifiuto di ogni piacere.

Già Tertulliano, nel III secolo, scriveva:
Peccano contro di Lui le donne che si opprimono la pelle di unguenti, si tingono le guance di rosso e gli occhi di nero. Ciò che è dato per natura, viene da Dio, ma quello che è artificio, è opera del diavolo.
Ogni intervento cosmetico costituiva un duplice peccato: di lussuria e di orgoglio. Era inoltre un atto di superbia contro l'opera di Dio, che aveva creato l'uomo a sua immagine e somiglianza.


Fra l'XI e il XII secolo andava di moda la bocca piccola. I denti poi dovevano essere neri ed era meglio non averli tutti. Così c'era chi, per rendersi il volto più affilato, ricorreva al cavadenti. Gli occhi dovevano essere grandi e tondeggianti, le sopracciglia ad arco e la pelle bianchissima. Per rendere lo sguardo più seducente, le più ardite si dipingevano le palpebre di blu e verde con prodotti argillosi di vario tipo, stemperati in acqua o saliva.


Secondo l'inquisitore Etienne de Bourbon, la donna, con il suo comportamento, sceglieva di assomigliare al diavolo, che nell'Apocalisse di Giovanni si manifestava con sette teste. C'era poi chi consigliava alle giovani donne di non adornarsi con gioielli, di non cambiare il colore dei capelli e di non acconciarli:
Non temi che Dio, il giorno del giudizio, possa non riconoscerti come una delle sue creature?
La cosmesi apparteneva al diavolo e non sfuggivano alle invettive nemmeno gli uomini che curavano troppo barba e capelli.
Per allontanare anche la più remota possibilità di trarre piacere dal corpo, i padri della Chiesa non esitano ad esaltare la sporcizia e a proibire i bagni, ad eccezione di quelli rituali previsti prima dei sacramenti.
Nonostante tutto, l'impulso a farsi belle resisteva: le donne non accettano del tutto i dettami della Chiesa e del Potere corrente, e gli uomini, anche se erano consapevoli degli inganni degli artifici femminili, non sapevano resistervi.
Il modello di bellezza che si va via via imponendo nel corso del medioevo è l'ideale nordico: carnagione chiara, capelli biondi e occhi azzurri


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